Alfonso ed Ernesto Iaccarino




Qualis pater, talis filius.
Chi conosce davvero bene Alfonso ed Ernesto Iaccarino, padre e figlio alla guida della cucina del Don Alfonso 1890, sa che hanno caratteri molto diversi. La loro relazione è si affettuosa, ma anche viva, piena di battute e dialoghi profondi, di complessa risoluzione agli occhi dei più, perchè svolta da personaggi forti e determinati. Alfonso ha fatto la storia della ristorazione del Sud Italia, su questo non ci piove. R.W. Apple Jr., storico giornalista del New York Times, inserì il locale in questione fra i migliori dieci al mondo, tanto da valer la pena di comprare immediatamente un biglietto aereo senza pensarci due volte.
Ernesto, dal canto suo, è un numero uno già solo per il coraggio di assumersi tanta pressione e responsabilità; ma sarebbe un errore assimilare le sue caratteristiche a quelle del padre, anche perchè le fotocopie non hanno mai la potenza dell'originale ed è stata scelta saggia cambiare rotta sperimentando una cucina diversa, più vicina al proprio sentire. Il tempo ci dirà se le nuove proposte saranno al livello di quelle classiche e se il "piccolo" erede riuscirà ad eguagliare e, perchè no, superare il suo maestro. Intanto ci godiamo questo momento di meraviglioso passaggio, in cui le personalità di cui sopra si studiano, si contemperano, si attraversano...tutto a vantaggio di una scelta gastronomica ampia ed articolata, adatta ai palati più disparati. Ma ho iniziato con una frase latina di grande valore ed è tempo di svelare ciò che unisce i due archetipi tanto ben rappresentati in questo articolo: la passione per il proprio lavoro, il coraggio di lanciare sempre nuove sfide, l'umiltà di mettersi continuamente in discussione, la caparbietà per superare i momenti più bui. Ecco cosa condividono gli Iaccarino, e che certamente li renderà capaci di migliorarsi per altri quarant'anni e molto più.




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