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Il Flauto di Pan in Villa Cimbrone a Ravello; recensione

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Il maestoso parco di Villa Cimbrone sembra vivere ancora nei fasti del romanticismo,

  esattamente come lo ideò Ernest William Beckett ai primi del '900.

 Ai lembi della villa padronale, di origini medioevali

e dotata di splendide suite affrescate, 

si trova il ristorante Flauto di Pan, 

guidato dallo chef Lorenzo Montoro, già noto per l'uso di materie prime stagionali lavorate con gusto e raffinatezza.

Ottimo esempio ne è il tuorlo d'uovo marinato, con cavolo fondente, provolone del monaco, tartufo nero e caviale.

Interessante la fettuccella alla chitarra con triglia marinata, ristretto della sua acqua pazza, maggiorana e aglio fermentato.

Il Maialino nero lucano, con amarene e rape rosse, brilla per la cottura perfetta e l'abbinamento più che riuscito.

Goloso "il Bacio di Pan", ovvero una mousse alle nocciole di Giffoni, con caramello salato e cioccolato fondente.

Dulcis in fundo, un plauso al panorama mozzafiato visibile dalla terrazza dell'infinito.

Ristorante Acquolina del First Roma Arte Hotel; recensione

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A due passi da Piazza di Spagna, nel cuore pulsante della città eterna,

si trova il The First Roma Arte, albergo di lusso contraddistinto da una netta eleganza, nonchè dalla presenza di numerose installazioni artistiche.

Varie le suites di gran pregio, tra cui spicca quella con terrazzo panoramico dotato di Jacuzzi.

Alla guida del ristorante interno, l'Aquolina, 

c'è Daniele Lippi, giovane talento proveniente dalla scuola degli chef Angelo Troiani, Enrico Crippa e Yannick Alléno.

La sua cifra stilistica è caratterizzata dalla fusione magistrale fra ricette tradizionali romane e tecniche contemporanee, con una sana autoironia che rifugge ogni tensione egotistica.

Le linguine di farro, ad esempio, brillano per l'equilibrio tra la cremosità della salsa ai carciofi arrostiti e la sapidità della bottarga di tonno, riproponendo in chiave moderna l'antica ricetta della "matticella".

La classica sogliola alla mugnaia è convertita in un primo piatto con tagliolini al…

Ristorante Don Alfonso 1890 a Sant'Agata sui Due Golfi; recensione

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Punto di riferimento della ristorazione campana da quasi 50 anni, il Don Alfonso 1890 non smentisce le aspettative.


Fin dall'entrata fa bella mostra di se' la struttura di fine ottocento che ospita il ristorante e le nuove suite dai colori smaglianti, tutte diverse tra loro e arredate con eleganza.


Addentrandosi nel vialetto c'è la scuola di cucina ampia e ben organizzata, mentre poco più in là vi è un grande giardino che include una piscina ornata con tasselli d'argento.


L'atmosfera e la magia del luogo sono palpabili, sia per la storicità indiscussa, che per il clima rilassato che si respira, quasi d'estrazione fiabesca.


Ai fornelli c'è Ernesto Iaccarino, figlio dell'Alfonso che ha riscritto i canoni della cucina campana gourmet e degno erede di tanta maestria.


La sua cifra stilistica è caratterizzata da un perfetto connubio fra tradizione partenopea e guizzi d'ingegno verso la modernità.


Tra gli antipasti spicca il gelato d'anguilla con cavi…

Ristorante Quattro Passi a Nerano; recensione

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Ha cominciato come pescatore insieme al padre, Antonio Mellino, per giungere a costruire, tassello dopo tassello, uno dei ristoranti più rappresentativi della Campania. 


E in effetti, fin dall'apertura nel 1983, qui si è sempre cercato di progredire e, soprattutto, di accontentare il cliente in ogni sua richiesta. 

In tal modo possiamo trovare piatti classici come le linguine alla Nerano, arricchite da un ottimo Parmigiano Reggiano e un grande burro di Normandia, insieme a un menù degustazione di impostazione più moderna, curato da Fabrizio Mellino, figlio d'arte, che ha preso le redini in cucina senza stravolgere la tradizione, ma aggiungendo anno dopo anno nuove portate ispirate dalla sua formazione internazionale. 


La duttilità della proposta gastronomica è ampiamente testimoniata dai numerosi personaggi del jet set che scendono dai loro panfili a pranzo e vengono trasportati qui per degustare anche solo un'insalata caprese con pomodoro e mozzarella di bufala. E'di…

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

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Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…