Passa ai contenuti principali

Ristorante Era Ora (Palma Campania, NA)




RIASSUNTO: Parmigiana di melenzane cotta a vapore (gradevole, ma il pomodoro prende il sopravvento); "Foie gras dei poveri": patate cotte sotto cenere, speck di maiale bianco, cipollotto, scalogno e olio extravergine d'oliva (??????); pizza di scarola grigliata su fonduta di provola (troppo pesante; la pasta della pizza è moscia; la provola copre tutto); gamberi rossi scottati al mattone (buona la materia prima, ma la cottura stramba non è giustificata da un sapore particolarmente accattivante); cannolo di pane cafone ripieno di baccalà su crema di piselli secchi e provolone del monaco (non sarebbe male [c'è anche un barlume d'equilibrio], ma è un altro piatto eccessivamente carico [senza contare che il baccalà non si sente]); risotto con zucchine secche e "caso muscio" (il formaggio sovrasta tutto in maniera davvero aggressiva); fagottello al nero di seppia ripieno di mela annurca e gamberetti su crema di cavolfiore (buona la sfoglia; nel complesso il piatto più riuscito); zuppetta di pesce invernale su crema di zucca con bon bons di semolino e ricotta (un po' grossolano, ma parzialmente funzionale); selezione di gelati e sorbetti (alquanto piacevole; la ricotta di capra spicca in positivo); babà con scorzetta di arancia glassata e crema inglese (piacione); carta di vini e distillati da ampliare quanto prima; personale molto cortese, ma non ancora maturo dal punto di vista professionale (ad esempio viene servito uno spumante palesemente "fermo"); ambiente moderno e curato; menù degustazione a prezzo conveniente.

OPINIONE CONCLUSIVA: C'è poco da scrivere: Pietro Parisi sperpera tecnica e creatività per offrire una tipologia di cucina confusa, grezza e troppo condita. Personalmente non approvo per nulla, anzi, mi fa rabbia vedere un eventuale talento sprecato; i numeri, tuttavia, pare gli diano ragione, e finchè la barca va gli auguro tutto il bene possibile.

INFO:
Via Trieste 147
Palma Campania, (Napoli)
Tel: 339/8587591
Prezzo: 30 euro circa a persona (esclusi vini)


2

3

32

4

34

5

6

7

8

9

10

11

21

22

23

24

25

26

1

14

15

16

17

18

19

31

30

29

Commenti

Post popolari in questo blog

Stefano Mazzone, il monzù trevigiano alla corte del Grand Hotel Quisisana di Capri

19° secolo. Il medico britannico George Sidney Clark fonda un sanatorio sull'isola di Capri, chiamandolo "Quisisana". Nel 1861 trasforma la struttura in albergo, ma alla sua dipartita gli eredi sono costretti a venderlo al maggiordomo Federico Serena, che in seguito sarebbe divenuto sindaco dell'Isola. 


Vari proprietari si sono succeduti, fra cui il magnate tedesco Max Grundig, fino a quando, nel 1982, la famiglia Morgano acquista l'immobile che, finalmente, passa in mani capresi.  Ad oggi il Quisisana ha ospitato sovrani, attori, scrittori, industriali ed è divenuto un vero e proprio punto di riferimento di Capri, potendo ospitare fino a trecento persone con duecento e più dipendenti. 


L'Hotel può vantare un centro bellezza, piscine interne ed esterne, campi da tennis e un ex teatro divenuto salone delle feste. I ristoranti sono tre: il Quisi, la Colombaia e il Rendez-Vous, gestiti dallo Chef Stefano Mazzone. 


Trevigiano di genitori siciliani giunge al Quisisan…

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…