Passa ai contenuti principali

Tipicamente (San Fele, PZ)




RIASSUNTO: cestino di polenta con fonduta di podolica, sbriciolata di salsiccia e porcini, coulis di pomodorino fresco e basilico (bilanciata e cremosa); sformatino di ricotta di fuscella con asparagella selvatica e guanciale di maialetto nero silano (gradevole, ma servito troppo caldo); gnocchetti di patate con broccoli, cicorietta, baccalà e pecorino di Carmasciano (bella consistenza; saporiti, ma troppo amalgamati nel gusto); capicollo di maialetto cotto a bassa temperatura, su schiacciata di patate al rosmarino (molto gustoso, genuino; piacevole anche il contorno); boccaccio con pan di spagna alle mandorle e yoghurt ai frutti di bosco (assolutamente non banale); carta di vini e distillati non curatissima nè fornita; personale cortese e mediamente professionale; ambiente modesto.

OPINIONE CONCLUSIVA: una trattoria lucana davvero interessante: prezzi contenuti, idee non azzardate e focus sul gusto innanzitutto. Bonus per la scelta di tante materie prime del territorio, nonchè per la proposta dell'Aglianico del Vulture, vanto della Regione.

INFO:
Via Umberto I, 40
San Fele (Potenza)
Tel. 0976.94004
35 euro circa a persona


20120531_134056

20120531_140306

20120531_141413

20120531_143008

20120531_145439

20120531_145542

20120531_143518

20120531_13122720120531_131422

20120531_131434

20120531_131448

20120531_131510

20120531_131415

20120531_132023

20120531_124428

Commenti

Post popolari in questo blog

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…

Luigi Lionetti, lo chef dei Faraglioni che rivisita la tradizione caprese al ristorante Monzù

1920. L’ingegnere Emilio Errico Vismara decide di costruire una villa a Capri, proprio di fronte ai Faraglioni. Un panorama così esclusivo, insieme alla posizione privilegiata a picco sul mare, convincono il proprietario a contattare un vero e proprio genio dell’architettura internazionale. Entra così in scena Charles-Edouard Jeanneret-Gris, meglio conosciuto con lo pseudonimo “Le Corbusier”, e ne vien fuori un capolavoro, o come lo definisce l’artista: “una specie di fioritura architettonica, un’emanazione della roccia, una filiazione dell’isola, un fenomeno vegetale”. Durante la seconda guerra mondiale la dimora viene scelta come base militare di inglesi e americani, arrivando a ospitare Sir Winston Churchill e il Generale Dwight D. Eisehnower, divenuto in seguito trentaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America. Nel 1968 il Conte Goffredo Manfredi acquista la proprietà e nel 1973 la trasforma in albergo di lusso. Da allora il Punta Tragara non ha fatto che crescere, dotand…