Passa ai contenuti principali

Ristorante Atman di Igles Corelli (Pescia, PT)




RIASSUNTO: crema di verdure invernali con gelato agli spinaci (genuini i sapori; ben congegnato il gioco di temperature); battuta di fassona Zivieri, con capperi e pane croccante alle erbe (materia prima eccellente; ogni elemento contribuisce nel suo piccolo a una perfetta armonia del gusto); lasagnetta croccante, con ragù di frattaglie del galletto di Valdarno e zabaione al parmigiano (incisiva fin dall'aroma; l'uovo nella sfoglia richiama i sentori del galletto in una piacevole ridondanza ipnotica; la crema sottostante ha un sapore inebriante, ma sapientemente bilanciato col resto del piatto); galletto del Valdarno ripieno di noci e salsa al marsala (gustoso, succulento; croccanti e fiere le verdure di contorno); millefoglie gratinato con crema alla vaniglia e caramello bruno (esteticamente sontuoso, ma dal gusto concreto ed equilibrato); ottimi i pani; carta dei vini onesta e interessante; personale simpatico e mediamente qualificato; ambiente elegante e personalizzato.

OPINIONE CONCLUSIVA: Come si identifica un vero maestro? Quando le sue creazioni danzano  sul sottile equlibrio di semplicità, raffinatezza e gusto. Inutile ogni artefazione o arabesco quando si è come Igles Corelli: conoscenza profonda delle materie prime, controllo sicuro delle tecniche di cucina dagli albori all'avanguardia e...presenza del caos dentro. Solo in tal modo, citando il filosofo Friedrich Nietzsche, si ha la possibilità di generare davvero una stella danzante.


INFO:
Via Roma, 4
51017 Pescia (Pistoia)
Tel. 0572 190 3678
Prezzo: 65 euro circa a persona


DSC_3154DSC_3163DSC_3174DSC_3192DSC_3225DSC_3237DSC_3252DSC_3263DSC_3242DSC_3144DSC_3146DSC_3266DSC_3185DSC_3190DSC_3254DSC_3255DSC_3256DSC_3264DSC_3142DSC_3285DSC_3280DSC_3272DSC_3277DSC_3152

Commenti

Post popolari in questo blog

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…

Il Faro di Capo d’Orso: la cucina francese di Pierfranco Ferrara nella Costiera Amalfitana

Anni cinquanta. Luigi Ferrara percorre ogni giorno il tratto Salerno-Maiori con la sua Fiat Balilla, accompagnando i turisti per i luoghi incantevoli della Costiera Amalfitana. C’è però un punto lungo la strada che lo affascina da sempre, Capo d’Orso, e siccome la routine non fa per lui, un giorno decide di cambiare vita e s’inventa un bar proprio lì, nel suo angolo di paradiso. Coinvolge tutta la famiglia al punto di trasformare dopo pochi anni il bar in un vero e proprio ristorante, che diventerà nel tempo punto di riferimento della zona. La svolta gourmet tocca però al nipote Pierfranco, che alla fine degli anni novanta abbandona la scelta di architettura e parte per un tour in terra di Francia, dove lavora nelle cucine di alcuni mostri sacri: Marc Veyrat, Michel Guerard, Dimitri Droisneau, Michel Rochedy. Tanta grazia lo cambia profondamente, e una volta tornato all’ovile si costruisce un proprio spazio all’interno della proprietà, perseguendo qualità e ricerca senza compromessi. Na…