Passa ai contenuti principali

Taverna del Capitano (Massa Lubrense, NA)




RIASSUNTO: palamito: il filetto cotto e crudo, il fegato e la mela annurca (il crudo è molto delicato, mentre il cotto mostra una gradevole umidità interna, frutto d'adeguata cottura; il fegato ha una nota tostata interessante; la mela è resa eterea, ma preserva la naturale consistenza); triglia di scoglio in passatina di ceci e rosmarino (la qualità del pesce, pregevole di per sé, è impreziosita da un fine ampliamento dei sentori gustativi); zuppa di zucca piena di Napoli con totani e cipolla caramellata al profumo di menta (corposa, equilibrata, pur mantenendo l'identità di ogni elemento); risotto Carnaroli del Pavese con salsa di scorfano e verdure di stagione (al dente e saporitissimo; forte il sentore marino); vermicelli trafilati in casa con frutti di mare, pomodorini di Corbara e prezzemolo (cottura perfetta e giusta consistenza; piatto senza fronzoli inutili, ma incentrato sul gusto dei frutti di mare di prima scelta bilanciato con la nuance di pomodoro); scorfano di scoglio fritto in sfoglia di patata con scamorza e salsa all’acqua pazza (sgranocchioso all'esterno, preserva internamente caratteristiche e freschezza del pesce, con la scamorza appena accennata); pizza dolce di pasta frolla con crema e amarene al profumo di cannella (amorevole come l'abbraccio di mammà); minuziosa la piccola pasticceria; personale cortese e qualificato guidato dall'affabile Claudio; carta dei vini importante, curata con passione e competenza dalla sorridente Mariella; location eccellente direttamente sul mare.


OPINIONE CONCLUSIVA: Alfonso Caputo è chiaramente un grande chef, senz'altro fra i migliori in Campania. La sua cucina è apparentemente semplice, ma c'è un lavoro straordinario in background per preservare ogni sapore donandogli quella raffinatezza che fa la differenza fra ciò che può definirsi o meno un capolavoro. Penso che non ci sia altro da aggiungere se non che la degustazione a 70 euro sia un'occasione imperdibile per ogni vero gourmet.


INFO:
Piazza delle Sirene, Località Marina del Cantone 10,
80061 Massa Lubrense Napoli
Tel. 081 8081028
Prezzo: 70 euro per la degustazione classica











Commenti

Post popolari in questo blog

Stefano Mazzone, il monzù trevigiano alla corte del Grand Hotel Quisisana di Capri

19° secolo. Il medico britannico George Sidney Clark fonda un sanatorio sull'isola di Capri, chiamandolo "Quisisana". Nel 1861 trasforma la struttura in albergo, ma alla sua dipartita gli eredi sono costretti a venderlo al maggiordomo Federico Serena, che in seguito sarebbe divenuto sindaco dell'Isola. 


Vari proprietari si sono succeduti, fra cui il magnate tedesco Max Grundig, fino a quando, nel 1982, la famiglia Morgano acquista l'immobile che, finalmente, passa in mani capresi.  Ad oggi il Quisisana ha ospitato sovrani, attori, scrittori, industriali ed è divenuto un vero e proprio punto di riferimento di Capri, potendo ospitare fino a trecento persone con duecento e più dipendenti. 


L'Hotel può vantare un centro bellezza, piscine interne ed esterne, campi da tennis e un ex teatro divenuto salone delle feste. I ristoranti sono tre: il Quisi, la Colombaia e il Rendez-Vous, gestiti dallo Chef Stefano Mazzone. 


Trevigiano di genitori siciliani giunge al Quisisan…

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…