Passa ai contenuti principali

"Indovina chi viene a cena" al Pastificio dei Campi

"Indovina chi viene a cena" è un format ideato da Giuseppe Di Martino, patron dell'omonimo pastificio, per valorizzare la cottura, gli abbinamenti, ma soprattutto la cultura della pasta di Gragnano nel mondo. Per questo una volta al mese invita un giovane chef appartenente all'associazione Jeunes Restaurateurs d'Europe per cucinare insieme a Giuseppe Guida, chef stellato dell'Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, ch'egli stesso ha scelto personalmente per curare il progetto. Il tutto si svolge nell'attico del Pastificio Dei Campi in una splendida cucina Molteni, teatro di ricette nuove e accattivanti di fronte a un pubblico sempre diverso ma che non supera mai il numero di dieci persone. "Bolle...butta la pasta" è il motto dell'iniziativa, e non è scelto a caso, visto che ad accompagnare i piatti dei due chef c'è sempre lo Champagne, di cui Di Martino è grande esperto e consumatore. Questa volta lo chef ospite è stato Brice Ducos dell'omonimo ristorante a Montellier in Francia; di seguito il menù:


Conchiglie con bacon, crostacei e tartufo  (Ducos)

Fresine con zenzero e pomodoro  (Ducos)

Spaghetto aglio e olio su specchio di tordo di mare e finocchio  (Guida)

Fresine cacio & pepe, fave, lime e farina di gamberi  (Guida)

Mischiato delicato con assoluto di piselli, ricotta alle erbe e nduja  (Guida)

Fusilli lunghi col buco con spalla di coniglio fondente alla genovese, provolone del Monaco, farina di carote e sedano  (Guida)

La devozione  (Guida)

Cannolo di pastiera  (Guida)


(P.S. Se non vedete tutte le foto basta ricaricare la pagina)

Commenti

Post popolari in questo blog

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…

Luigi Lionetti, lo chef dei Faraglioni che rivisita la tradizione caprese al ristorante Monzù

1920. L’ingegnere Emilio Errico Vismara decide di costruire una villa a Capri, proprio di fronte ai Faraglioni. Un panorama così esclusivo, insieme alla posizione privilegiata a picco sul mare, convincono il proprietario a contattare un vero e proprio genio dell’architettura internazionale. Entra così in scena Charles-Edouard Jeanneret-Gris, meglio conosciuto con lo pseudonimo “Le Corbusier”, e ne vien fuori un capolavoro, o come lo definisce l’artista: “una specie di fioritura architettonica, un’emanazione della roccia, una filiazione dell’isola, un fenomeno vegetale”. Durante la seconda guerra mondiale la dimora viene scelta come base militare di inglesi e americani, arrivando a ospitare Sir Winston Churchill e il Generale Dwight D. Eisehnower, divenuto in seguito trentaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America. Nel 1968 il Conte Goffredo Manfredi acquista la proprietà e nel 1973 la trasforma in albergo di lusso. Da allora il Punta Tragara non ha fatto che crescere, dotand…