Passa ai contenuti principali

Colazione speciale al Manzi Terme




Dopo un'interessante cena al Ristorante il Mosaico (che recensirò fra qualche giorno), mi sono regalato una sontuosa colazione nell'albergo che lo ospita, il Manzi Terme di Casamicciola, contornato da torte e quant'altro preparati dalle mani dello Chef Nino di Costanzo. Al termine della degustazione, la splendida Beatriz Gimeno, hotel manager, mi ha condotto in giro per la struttura: un luogo da mille e una notte da preservare e valorizzare.


20120819_103657

20120819_104009

20120819_104014

20120819_104024

20120819_104028

20120819_104036

20120819_104040

20120819_104044

20120819_104049

20120819_104059

20120819_104104

20120819_104111

20120819_104119

20120819_104128

20120819_104135

20120819_104144

20120819_104157

20120819_104202

20120819_104209

20120819_104218

20120819_104224

20120819_104230

20120819_104240

20120819_104257

20120819_104308

20120819_104320

20120819_104330

20120819_104342

20120819_104400

20120819_104413

20120819_104652

20120819_110135

20120819_110157

20120819_110217

20120819_110322

20120819_110358

20120819_110403

20120819_111118

20120819_111127

20120819_111133

20120819_111334

20120819_111342

20120819_111400

20120819_111607

20120819_111701

20120819_111730

20120819_111953

20120819_112114

20120819_112128

20120819_112323

20120819_112602

20120819_112610

20120819_112635

20120819_113047

20120819_113710

20120819_121337

20120819_121347

20120819_121352


20120819_121357

20120819_121401

Commenti

Post popolari in questo blog

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…

Il Faro di Capo d’Orso: la cucina francese di Pierfranco Ferrara nella Costiera Amalfitana

Anni cinquanta. Luigi Ferrara percorre ogni giorno il tratto Salerno-Maiori con la sua Fiat Balilla, accompagnando i turisti per i luoghi incantevoli della Costiera Amalfitana. C’è però un punto lungo la strada che lo affascina da sempre, Capo d’Orso, e siccome la routine non fa per lui, un giorno decide di cambiare vita e s’inventa un bar proprio lì, nel suo angolo di paradiso. Coinvolge tutta la famiglia al punto di trasformare dopo pochi anni il bar in un vero e proprio ristorante, che diventerà nel tempo punto di riferimento della zona. La svolta gourmet tocca però al nipote Pierfranco, che alla fine degli anni novanta abbandona la scelta di architettura e parte per un tour in terra di Francia, dove lavora nelle cucine di alcuni mostri sacri: Marc Veyrat, Michel Guerard, Dimitri Droisneau, Michel Rochedy. Tanta grazia lo cambia profondamente, e una volta tornato all’ovile si costruisce un proprio spazio all’interno della proprietà, perseguendo qualità e ricerca senza compromessi. Na…