Passa ai contenuti principali

Ristorante Oliver Glowig (Roma)




RIASSUNTO: scampi crudi con bottarga di muggine, burrata e cuore di carciofo (il carciofo ha sapore pieno e bella consistenza; la burrata aggiunge morbidezza; i crostacei riescono magicamente a ritagliarsi spazio fra due sapori tanto netti; il dragoncello aggiunge al tutto una marcia in più); alici alla colatura con ricotta e gazpacho (interessante la temperatura tiepida, così come il gioco di contrasti; il gazpacho è sinergico con le alici davvero delicate e mai invasive); passata fredda di lattuga romana con tagliatelle di latte affumicato, caviale e ostriche (netto e raffinato il sapore del caviale; le ostriche emergono dettagliate dalla passata suadente; il latte affumicato completa il piatto con inedita consistenza e intrigante retrogusto); ravioli di baccalà mantecato con acqua di pomodoro e olive disidratate (il baccalà spicca per consistenza, mentre l'aria di pomodoro dà la giusta acidità al piatto); eliche cacio, pepe e ricci di mare (apparentemente semplice, ma bilanciato alla perfezione e porcelloso come non mai; fantastica reinterpretazione di un classico che molti grandi Chef hanno toppato); rombo e tartufo estivo con cannellini e piedini di maiale croccante (inconsueto; la consistenza dei cannellini è piacevole, mentre il dragoncello ne muta il gusto in nuove direzioni; il piedino aggiunge grassezza a un abbinamento mare/terra plausibile, ma non per tutti i palati); branzino al vapore con ostriche e gelatina di mare al profumo di anice stellato (forte il sentore marino dovuto alla scenografica gelatina; le verdure aggiungono gradevole consistenza a un secondo piatto più rassicurante del precedente; il sapore di ostrica spunta con garbo e incisività); mousse di cioccolato al latte e caramello con anguria e sorbetto di albicocche (una freschissima idea di torta Sacher, col contrappunto cioccolato/albicocca riuscito e accattivante); ottima pasticceria finale tra cioccolatini, zeppole fritte e macarons; personale cortese e qualificato; cantina interessante; ambiente e location ameni e rilassanti.


OPINIONE CONCLUSIVA: il curriculum di Oliver Glowig parla da solo: doppia stella a Capri, doppia stella a Roma. Al di là degli ovvi e riusciti richiami alle sue origini nordiche, la sua cifra stilistica si caratterizza da una particolare cura e raffinatezza con cui tratta le materie prime tipicamente mediterranee senza perderne i sapori ma, anzi, ampliandoli con elementi o abbinamenti innovativi. Senz'altro un grande maestro.


INFO:
Via Ulisse Aldrovandi, 15
Roma
Tel.06 321 6126
Prezzo: 100 euro circa a persona


Commenti

Post popolari in questo blog

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Pasquale Palamaro, la passione per il mare e un’irrefrenabile fantasia s’incontrano al ristorante Indaco

L'Albergo della Regina Isabella nacque negli anni ’50 ad opera del noto editore Angelo Rizzoli, che costruì la prima struttura su antiche rovine greco-romane con terme limitrofe. Il successo immediato lo rese un punto di riferimento per star del calibro di Maria Callas, Charlie Chaplin, Katharine Hepburn ed Elizabeth Taylor, nonché di tutta la movida ischitana.




La posizione privilegiata in riva al mare con una piccola baia, la pineta di contorno e la vicinanza col centro di Lacco Ameno hanno contribuito a sedimentarne il mito, ravvivato negli anni con nuove suite, centro benessere e ristorante gourmet. Quest’ultimo, creato nel 2009 col nome di Indaco, si fregia della stella Michelin fin dal 2013, grazie all’estro dello chef Pasquale Palamaro.



Già sous-chef nel ristorante tradizionale dell’albergo, Pasquale Palamaro muta registro nel 2004, quando la famiglia Carriero, attuale proprietaria del complesso, decide di festeggiare i 50 anni di attività con una serie di cene coi migliori ch…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…