Passa ai contenuti principali

Casa del Nonno 13 (Mercato San Severino, SA)

Decano tra i ristoratori dell'Agro Nocerino Sarnese, Raffaele Vitale è sempre una certezza con la Casa del Nonno 13. Grandi materie prime del territorio, a partire dal pomodoro San Marzano, rendono la sua cucina verace e saporita, anche se nell'ultima visita ho notato piatti più speziati e aromatici del solito. Il timo un po'dappertutto non rende onore alla genuinità dei sapori che è sempre stato il marchio di fabbrica del ristorante. I piatti migliori, infatti, sono quelli meno arzigogolati, come la guancia di maialino, succulenta e goduriosa, la coda di vitello dalla consistenza accattivante, il battuto di Fassona nella sua purezza e caratteristica organolettica. I dolci, di contro, sembrano avvantaggiarsi di questa veste più ricercata, ma in definitiva preferisco sempre il vecchio Raffaele tutto cuore e ragù.


  Tra verdure liquide, solide e croccanti, il battuto di Fassona e la Marchigiana marinata

Mozzarella in carrozza panata al basilico con maionese di alici

L'uovo nel suo nico croccante, patate tartufate e caviale balsamico

Risotto mantecato alla carbonara, capesante e tartufo nero

Fusilli allo zafferano con ragù bianco di coniglio e lamelle di caciocavallo Podolico

Terrina di coda di vitello. purea di sedano rapa, caffè e insalatina primaverile

Costina panata alle erbe aromatiche e pecorino, crema di fave e cipolla ripiena di zuppa forte

Guancia di maialino fondente con spuma di patate e piselli

Accattatevi 'o cocco

Gelato di camomilla, crumble al finocchietto selvatico, cremoso allo yogurt di bufala, miele in bolle

Babà napoletano con crema pasticciera all'antica


INFO: 
Via Caracciolo, 11 
84085 Sant’ Eustachio di Mercato San Severino (Salerno) 
Tel. 089.894399 
Prezzo: 50 euro circa a persona (esclusi vini)


Commenti

Post popolari in questo blog

Mauro Uliassi, il nuovo 3 stelle Michelin italiano

Creare un parallelo tra cibo ed arti visive? Certo che si può fare, ma solo con creazioni splendide come quelle del grande Mauro Uliassi, fresco 3 stelle Michelin!




Gamberi rossi, acqua di limone, melone invernale e polvere di semi - “Danae” di Gustav Klimt: per la burrosa sensualità impreziosita da sfumature esotiche d'aureo splendore.




Mozzarella di bufala di Pian del Medico - “Gatto circondato dal volo d'un uccello” di Juan Mirò: per la ricchezza di particolari mai confusi, ma coadiuvanti all'improvviso shock emozionale.



Canocchie ”nbriaghe” all‘anconetana - “Donna in camicia” di Andrè Derein: per la disomogeneità dei colori che scinde l'opera in opposte dimensioni sensoriali contribuendo a svelare la nuda intimità della protagonista.


Oca laccata al tè di ciliegie, fegato grasso d’oca, mirtilli, lamponi e ananas - Anatra di giada cinese dell'epoca Ming: per la ricomposizione virtuosa di due elementi non propriamente unitari nonostante la compartecipazione originaria a…

Manuele Cattaruzza e la sua cucina di terra controcorrente nell’isola di Capri

Manuele Cattaruzza nasce a Iesolo nel 1976, da una famiglia di ristoratori dall’attività pluridecennale. Dopo l’Istituto alberghiero lavora a Venezia e Cortina, ma è l’incontro a Roma con lo chef Enrico Derflingher che gli cambia la vita, introducendolo nel mondo gourmet. Dopo alcuni anni col maestro vola a Londra per un’esperienza in cucine internazionali, per poi tornare in Italia e precisamente al Quisisana di Capri, come secondo dello chef Mirco Rocca. Il percorso di formazione continua a Milano in un ristorante giapponese, ma l’amore per Capri è talmente forte da riportarlo sull’Isola alla guida del ristorante del Tiberio Palace Hotel. Nel 2014, infine, trova la giusta dimensione al ristoranteZiqù dell’Hotel Villa Marina, dove esprime tutto il suo bagaglio culturale in una cucina mediterranea perfettamente equilibrata fra proposte di mare e di terra. Il ristorante Ziqù è ubicato all’interno dell’Hotel Villa Marina, nato nel 2008 dalla ristrutturazione di un edificio dei primi de…

Il Faro di Capo d’Orso: la cucina francese di Pierfranco Ferrara nella Costiera Amalfitana

Anni cinquanta. Luigi Ferrara percorre ogni giorno il tratto Salerno-Maiori con la sua Fiat Balilla, accompagnando i turisti per i luoghi incantevoli della Costiera Amalfitana. C’è però un punto lungo la strada che lo affascina da sempre, Capo d’Orso, e siccome la routine non fa per lui, un giorno decide di cambiare vita e s’inventa un bar proprio lì, nel suo angolo di paradiso. Coinvolge tutta la famiglia al punto di trasformare dopo pochi anni il bar in un vero e proprio ristorante, che diventerà nel tempo punto di riferimento della zona. La svolta gourmet tocca però al nipote Pierfranco, che alla fine degli anni novanta abbandona la scelta di architettura e parte per un tour in terra di Francia, dove lavora nelle cucine di alcuni mostri sacri: Marc Veyrat, Michel Guerard, Dimitri Droisneau, Michel Rochedy. Tanta grazia lo cambia profondamente, e una volta tornato all’ovile si costruisce un proprio spazio all’interno della proprietà, perseguendo qualità e ricerca senza compromessi. Na…